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Biglietti natalizi

Entra una cliente e mi cerca i biglietti portasoldi natalizi, li vede ed esclama:
– Ma che belli, davvero bellissimi.
Ne sceglie qualcuno e se ne va soddisfatta.


Entra un’altra cliente, mi cerca lo stesso tipo di biglietto, li vede e con fare scocciato dice:
– Oh, ma sempre i soliti.
Se ne va senza salutare.

A parte il fatto che ogni anno i biglietti cambiano soggetto, colori, sfondi, frasi e quest’anno ce ne sono di davvero particolari, ma che necessità c’è di fare così?

Nella foto si può vedere una parte delll’esposizione dei biglietti del Natale,  ne abbiamo anche su altri espositori.
Direi che ce n’è per tutti i gusti e se non trovi un biglietto adatto o che ti piace, il problema è tuo.

Vita da commessa: La pazienza è la virtù dei….

Nonna e nipote in negozio, acquistano un cerchietto di Halloween e uno scheletro, li metto nel sacchetto piccolo. Acquistano un altro scheletro, il bimbo, di 5 anni,  vuole metterlo nel sacchetto ma non riesce, tira fuori tutto e domanda alla nonna:


– “Nonna come ha fatto la signora a mettere tutto in questo sacchetto piccolo?”
– “Con la pazienza L., perchè la pazienza è la virtù dei….”
– “Romani…”, dice il piccolo.

Io la signora siamo scoppiate a ridere.
I bimbi sono adorabili

Vita da commessa: Posso entrare?

Come ogni mattina,dopo aver lavato il pavimento inizio a spolverare ovunque, (la polvere è maledetta, non fai in tempo a toglierla che si riposa), sento una presenza accanto a me, mi giro, una signora mi si avvicina pian piano, tutta timida mi chiede:

“E’ entrata libera?”
“Certo signora, ovunque è entrata libera”, rispondo io.
“Ah, davvero?”, dice lei.

Succede molto spesso che le  persone, soprattutto di una certa età, ma anche alcune giovani, mi chiedano il permesso di poter guardare, di poter entrare, perchè si fanno certi problemi? Noi siamo aperti per quello, proprio perchè le persone entrino, guardino e questo non comporta alcun obbligo d’acquisto.
Forse una volta quando si entrava in un negozio eri obbligato ad acquistare? Qualcuno mi illumini.

Vita da commessa: i parcheggi…benvenuti a Sodoma

Si avvisa la gentile clientela che  il centro commerciale è disseminato di telecamere, attraverso le quali il centro viene monitorato costantemente.

Vi sono pochi angoli ciechi, quindi se volete fare incontri clandestini, scambi di coppie, zozzerie di vario tipo, ubriacarvi o defecare  (i bagni sono presenti su ogni piano e in più punti), siete pregati di recarvi in ambienti più idonei e magari tenuti meno sotto controllo.
Nei parcheggi dei centri commerciali, verrete visti dal personale delle pulizie, che si aggira ignaro per pulire, ma soprattutto verrete notati nei monitor della sicurezza e gli addetti non si esimeranno dal commentare ciò che vedono sugli schermi.

Voi siete avvisati, poi fate come credete.

Ah, se riuscite a parcheggiare meglio, negli appositi spazi, sarebbe cosa gradita.

Vita da commessa: clienti e cellulare

Trovo insopportabile l’atteggiamento di certi clienti che mi parlano a gesti e movimento d’occhi, che io devo interpretare, mentre loro continuano imperturbabili a parlare nel loro smartphone.
Non puoi concludere la tua telefonata prima di venire in cassa a pagare?

Ma sopporto ancora meno chi entra parlando e se ne esce parlando, senza salutare, ignorandomi completamente, nemmeno fossero sul terrazzo di casa loro.
C’è una cosa positiva nel  negozio, più ti addentri e meno arriva il segnale, quindi il più delle volte cade la linea, con mia grande soddisfazione e il resto delle volte avviso i clienti, (dopo aver sentito un po’ di volte: Mi senti? Mi senti?) che se vogliono continuare la telefonata devono uscire perchè all’interno del negozio non c’è campo.
Tieh!!!

Vita da commessa: nuovi problemi, cambiano le priorità

A fine Giugno c’era una famiglia in negozio, dato il periodo, siamo andati in discorso di promozione, quanto mai, tasto davvero dolente. Uno dei figli frequentava un nota scuola superiore della città, una di quelle scuole che hanno la fama di preparare molto bene i ragazzi. Il ragazzo in questione durante l’anno scolastico aveva fatto domanda per iniziare un nuovo anno scolastico in una scuola nella capitale, una scuola che prepara ancor meglio i ragazzi che vogliono entrare nel corpo della Guardia di Finanza.
Per accedere a questo Istituto bisogna avere una media molto alta, ma purtroppo, pur sapendo le intenzioni del ragazzo, un’insegnante gli ha abbassato la media  proprio alla fine dell’anno scolastico, precludendogli  l’opportunità di realizzare un sogno a cui teneva molto. La famiglia sosteneva che l’insegnante aveva abbassato intenzionalmente la media al ragazzo,  di aver dato voti risicati nelle verifiche, verifiche che la famiglia non aveva mai visto (inspiegabilmente) durante l’anno. Ne hanno chiesto visione, ma inspiegabilmente tutto era andato perso, dopo peripezie assurde e  grazie all’intervento di un avvocato, finalmente possono verificare il tutto, ma notano che in calce vi è la firma della madre, a loro dire era contraffatta.  Ha inizio così un avvicendarsi di lettere, richieste di documentazioni, di negazioni da parte dell’insegnante, tutto un avvicendarsi di situazioni grottesce, ma riescono ad ottenere tutti i compiti scritti che il ragazzo aveva fatto in corso d’anno. Avevano con sè tutto il paccone e una documentazione ben nutrita, il loro intento era far causa alla scuola, stavano giusto andando dal loro avvocato. Avevano un animo molto acceso, erano super convinti che avrebbero vinto la causa, avevano in mano tutto ciò che serviva per ottenere ciò che desideravano e non si sarebbero arresi finché il figlio non fosse stato preso alla scuola della capitale.
Per tutta l’estate non ci ho più pensato, ma ieri mattina mentre andavo al lavoro mi sono venuti in mente, sarà perchè è iniziata la scuola, mi domandavo com’era andata a finire.
E bam….proprio ieri mi arrivano in negozio.
Vedo il papà e il ragazzo, tutta contenta gli sorrido e mi stupisco del fatto che li avevo pensati e ora erano di fronte a me. Dico loro della coincidenza di pensiero-presenza e chiedo come vanno le cose, se si sono risolte per il meglio le problematiche che avevano in corso. Ma ad un tratto spunta la mamma da dietro uno scaffale, la guardo, vedo un viso sofferente, di un pallore malato, i capelli molto radi, non aveva più la sua chioma castana e capisco. Capisco che è successo qualcosa in quella famiglia, qualcosa di brutto. La signora mi conferma che ha avuto problemi gravi di salute, che hanno abbandonato la lotta col sistema scolastico, perchè presa da una lotta ben più grave, una lotta che se persa, ne andava della sua vita.
Nuovi problemi, cambiano le priorità.
Il ragazzo ha cambiato Istituto, ha messo in stand-by il suo sogno, non può andarsene ora che la madre sta male, non è giusto, non se la sente.
Auguro loro di ritrovare la serenità, che arriverà ottenendo la guarigione.
Lavorare in negozio è anche questo.

Vita da commessa: cani al centro commerciale

Ormai da tempo i cani e anche altri animaletti, hanno libero accesso all’interno dei Centri Commerciali, ma quelli che dovrebbero essere tenuti fuori, sono i padroni maleducati e vi assicuro che ce ne sono molti.

In galleria girano cani di ogni razza e di ogni taglia, ho visto anche qualche gatto, una mia cliente porta sempre il suo coniglione, pelosissimo, grigio, una vera attrazione per chiunque lo incroci. Solitamente i cani sono beneducati e tranquilli, ma non sempre le cose sono così e la colpa è tutta del padrone, che a mio avviso, deve essere in grado di giudicare se il proprio cane è adatto ad essere portato all’interno di una struttura così caotica..

Una mattina una signora ha pensato bene di portare al centro commerciale il cane con la dissenteria, non vi dico la scia lasciata dal povero cane dall’entrata del centro fino al mio negozio e non sono proprio due passi,  la signora  mi ha chiesto un intero rotolo di carta per pulire, ma era impedita come pochi. E’ stata mia premura far intervenire il personale delle pulizie, che da quando è entrata in vigore questa legge, sono chiamati sempre più spesso a pulire escrementi e altro lasciato dai cani in galleria o nei parcheggi e non è bello. Tenerlo in casa invece che portarlo in giro questo povero cagnolino convalescente?

L’altro ieri  un signore ha fatto urinare il suo cane su un espositore presente in galleria proprio di fronte al mio negozio, nonostante abbia visto che lo stavo guardando, se n’è altamente fregato e ha continuato a passeggiare tranquillamente, senza pensare minimamente a pulire la pozza. Maleducato!!!

Un giorno è entrata in negozio una signora con uno shith zhu, la stessa razza del mio cagnolino, mi sono avvicinata e con rispetto, lentamente, ho cercato di accarezzargli una zampina. Non l’avessi mai fatto, quasi mi morde una mano, un cane killer. Al che la signora mi ha ripreso dicendomi che il cane non vuole che gli si accarezzino le gambe. Io ho precisato “le zampine”, ma lei  imperterrita mi dice che le gambe sono quelle davanti, le zampe quelle dietro. Ah beh allora, ho capito i problemi del cane.

Una giorno ho assistito ad una zuffa tra cani di grossa taglia, se i padroni non sono svelti a tirare i guinzagli avremmo avuto un bagno di sangue. La museruola no???

Una mattina è entrata in negozio una ragazza con al seguito un cucciolino che aveva una paura tremenda delle persone, lei lo trascinava per il guinzaglio nonostante il suo terrore. Ho chiesto alla ragazza di lasciarmi il cagnolino in cassa fintanto che lei sceglieva ciò che voleva comprare. Il cagnolino tremante mi è stato incollato ai piedi, ben nascosto, aveva il cuore che batteva a mille. Poverino. E’ necessario sottoporre ad una tale tortura un cagnolino? Portala in un prato questa creatura, non in mezzo al casino.

Vogliamo parlare dei cani nei carrelli in cui noi poi riponiamo la spesa?

Se avete un cane, portatelo pure nei centri commerciali, ma vi prego, fate attenzione che non sporchi in giro e se lo fa, pulite, girano molti bimbi in galleria e non è bello se finiscono in mezzo alla vostra maleducazione.

Vita da commessa: parola d’ordine..sorridi e sii sempre gentile

La regola vorrebbe che la commessa debba essere:

sempre disponibile, sempre sorridente, sempre educata, sempre paziente, sempre veloce, sempre pronta a ridere anche alla battuta più stupida per non offendere il cliente e molte altre cose che iniziano con sempre.

Ci son giorni in cui la tua vita privata, i tuoi problemi, le tue preoccupazioni, non ti permettono di essere brillante, di sorridere, non ti permettono di fingere con naturalezza e allora cosa succede?
Succede che i clienti se ne vanno spazientiti ed entrano in un altro negozio, fanno presente alla commessa di questo negozio che la commessa del negozio in cui sono entrati poco prima è proprio da evitare, è maleducata perchè non li ha serviti con prontezza ed è pure imbronciata e non si può e bla bla bla…
Ma tu sai che quella commessa poche settimana fa ha perso la mamma dopo lunga malattia e sai anche che pochi giorni fa le hanno comunicato che il negozio in cui lavora sta per chiudere e lei resterà senza lavoro, magari non ha voglia di clienti che quando entrano non salutano nemmeno e ti si rivolgono con fare indisponente, magari non ha più voglia di sopportare clienti maleducati, magari è stanca di essere trattata come una serva da certi individui, magari ha esaurito la pazienza verso il prossimo che non la merita.
Tu sai e la difendi ed   te ne esci con una frase: “Poverina, ha appena perso la mamma”, sperando nella loro comprensione e ti senti dare una risposta sconcertante: “E chi se ne frega, io volevo un portafoglio”.
Beh, una parolaccia mi stava scappando. ma non si può, però l’ho pensata.

Vita da commessa: la notte bianca

Da qualche settimana leggo il blog Sogno Australiano, una coppia è sbarcata da pochi giorni in Australia e una delle prime cose che hanno notato nella cittadina dove hanno trovato alloggio, è che il centro commerciale della zona….

……e’ aperto fino alle 21 ma… solo 3 giorni a settimana! Gli altri chiude alle 17! Io ho lavorato in negozio e gli orari erano logoranti!Qui hanno capito tutto! 

Ecco, il nostro centro commerciale è  sempre aperto fino alle 22,  tranne la domenica che anticipa la chiusura alle 21, ma oggi, dato che è il primo giorno di saldi, siamo aperti fino alle 24…
Lo so, oggi lo fanno tutti, ormai è tradizione che si faccia, lo si fa anche nei centri città, ma questo non mi consola, mi disturba ulteriormente, perchè il’essere aperti più ore,  non significa più vendite, ma più rottura di balle e più spese.
E tanto per precisare, dopo le 22 le commesse dovrebbero essere pagate con la maggiorazione perchè ritenuto orario notturno, ma secondo voi queste povere criste verranno retribuite adeguatamente???
No, sappiatelo ed è già tanto se vengono pagate e non venga considerato straordinario, si, ma straordinario non retribuito.
Gli australiani hanno capito tutto, non possono infondere il loro sapere nella mente di coloro che dirigono i centri commerciali italiani?

Vita da commessa: Festa della mamma

Questa è la settimana dedicata alla mamma, domenica in molte case si festeggerà con piccoli pensieri e qualche dolcetto. Questa festa mi mette un po’ di malinconia, io la mamma non ce l’ho qui tra noi e non posso festeggiarla, se non portando dei fiori al cimitero.

E’ curioso vedere come le persone scelgono il regalino per la loro mamma:
– c’è chi da una rapida occhiata, sceglie e viene in cassa felice. O ha delle idee ben precise, o conosce perfettamente i gusti della mamma o ha una mamma dal carattere facile, che qualsiasi cosa le porti è sempre felice.
– c’è chi gira per il negozio anche mezz’ora e più, se ne va, poi ritorna, parla tra sé, si fa domande, si da risposte e poi arriva in cassa, ma non è sicuro della scelta fatta. O è una persona insicura, o ha una mamma a cui non va bene mai niente e qualsiasi cosa scelga sa già che avrà da ridire.
– c’è chi sceglie velocemente, la cosa che costa meno, arriva in cassa con il broncio. O ha una mamma con cui non va d’accordo o ha preso il regalo per una suocera indisponente.
– ci sono i bimbi, con i loro risparmi che scelgono un pensierino con attenzione e arrivano in cassa con un sorrisono enorme. Sono consapevoli dell’amore della mamma e ne sono felici. Sono tenerissimi.
Ieri però ci sono stati due clienti un po’ curiosi.
Una ragazza che dopo un continuo girare per il negozio, un’insistente richiesta al ragazzo che l’accompagnava di darle un consiglio, è arrivata in cassa con i lacrimoni agli occhi. Non so perchè, magari aveva la mamma in ospedale, malata, non so davvero, ma mi è venuto spontaneo poggiarle la mano sul braccio, darle una carezza e dirle che aveva scelto un regalo bellissimo e alla mamma sarebbe sicuramente piaciuto, di stare tranquilla, di non fare così, lei mia ha sorriso. Mi piace far ridere e sorridere le persone.
L’altro cliente invece era un ragazzo che doveva scegliere un braccialetto con i charms, alla mia domanda, per capire la misura del braccialetto che poteva andar bene, “Ma come ha il polso mamma?” lui mi risponde ” E non so, ha quarant’anni” e io ” Ma cosa vuol dire, più vai avanti con l’età e più si ingrossa il polso?” e giù a ridere tutti e due.
Anche per questo amo il mio lavoro.