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Come si può sopravvivere a così tanto dolore?

Quando ti ho visto la prima volta avevi le guancette paffute, un incarnato roseo, capelpurezzali fini fini castani. Eri una bella bambina, di quelle che ti soffermi a guardare, avevi la gioia negli occhi, saltellavi da un gioco all’altro e mostravi ai bimbi più piccoli, quelli appena arrivati, la stanza dei giochi. Continua a leggere

Io ballo con Dio * Suor Anna Nobili * Mondadori

L’altra sera facendo zapping sono incappata nelle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, aveva come ospite una suorina, dal viso gentile, dolce, con un sorriso radioso, esprimeva gioia allo stato puro.
Suor Anna era da Daria per presentare il suo libro, la sua testimonianza di fede, di amore verso Dio, verso colui che l’ha salvata dalla perdizione. E già Suor Anna, prima di entrare nell’ordine delle Suore Operaie di Nazareth era una ballerina, ma non una ballerina qualunque, una cubista all’Hollywood di Milano e ha anche partecipato a programmi televisivi di Mediaset. Suor Anna è una bella donna, quindi immaginatevela da ragazza, appena ventenne con abiti succinti a ballare sul cubo, attirava orde di uomini, che lei si portava a letto con una leggerezza che a sentirla mi ha fatto paura.
Era una persona vuota, senza valori, senza punti di riferimento fermi e stabili. Un’infanzia segnata dalla separazione dei genitori che l’hanno portata alla ricerca dell’amore in modo quasi fobico. Ha scambiato l’amore carnale per amore vero, si buttava nelle braccia di chiunque le dimostrasse un po’ di attenzione. Sua mamma si avvicina alla fede, inizia a parlarne ad Anna, ma lei non ascolta, non le interessa, è presa da se stessa, dalle serata in discoteca, dal divertimento effimero, che la lascia sempre più svuotata, sempre più sola.
Decide un giorno di fare un ritiro ad Assisi, si mette in ascolto, apre il suo cuore e Dio la chiama a sè, fa sentire la sua voce, il suo amore profondo. Anna ritorna in discoteca, ma per una sera soltanto, poi abbandona tutto, anche il ballo, pur amandolo in modo viscerale. Inizia il suo cammino di fede, si avvicina alle Suore Operaie e decide di entrarne a far parte, ma la danza la chiama ancora, sente il bisogno di danzare, decide allora di aprire una scuola di danza cristiana. Oggi la sua scuola ha 110 iscritti e lai danza sulle canzoni di Chiesa, che parlano di Dio, di fede, di amore verso Gesù.
Suor Anna oggi è felice, è realizzata e ha colmato la sua fame d’amore.
Se volete vederla nell’intervista di Daria, cliccate QUI.
Mi ha emozionato ascoltare la sua intervista, sentire le sue parole di sofferenza, di disagio affettivo, ma mi ha emozionato ancor di più quando parlava del suo incontro con Colui che le ha dato e le ha fatto provare la gioia pura e semplice dell’amore incondizionato.
Leggerò sicuramente il libro, avrà molti spunti di riflessione.
Qui il suo sito.

Martine Wright,…

Martine Wright, è un’ex dirigente di marketing e il 7 luglio del 2005 è sopravvissuta agli attentati alla metropolitana di Londra, in cui morirono 52 persone, nell’attacco di quattro kamikaze ispirati da Osama Bin Laden.

La sera precedente all’attentato Martine era rientrata tardi per festeggiare il fatto che Londra era stata scelta come sede delle Olimpiadi 2012. La mattina dopo si alzò un po’ più tardi, salì sul treno della Circle Line quando le porte si stavano per chiudere. E ‘stato lì che il suo futuro si è scontrato con le intenzioni omicide di Shehzad Tanweer, uno dei quattro attentatori suicidi che hanno colpito quel giorno, tutto iniziò con un lampo bianco accecante che inghiottì il treno e la lasciò straziata tra le macerie. Quel giorno perse entrambe le gambe al di sopra del ginocchio, dovette subire diverse operazioni e prima di poter riprendere a camminare con l’aiuto delle protesi, dovette passare un periodo molto faticoso e doloroso. Una grande determinazione l’ha spinta a voler intarprendere uno sport, la pallavolo, sposarsi e avere anche un figlio, che oggi ha tre anni.
Ma non le è bastato. Le mancava la competitività che provava al lavoro, e così si è buttata nella pallavolo paralimpica.
In questi giorni si stanno disputando le Paralimpiadi e Martine è lì con la sua squadra a dare il meglio di sè.

Il mio commento alla notizia:
La tragedia non l’ha spezzata, l’ha rafforzata. Ammiro le persone che riescono a ribaltare la loro vita, pur essendo state colpite da qualcosa di più grande di loro. Martine ha uno spirito da guerriera, ha affrontato con determinazione una situazione in cui molti si sarebbero crogiolati, forse anch’io. Grazie dell’esempio Martine, grazie davvero!
 
sempremamma.blogspot.it